Trattoria nelle Vigne, Diano d’Alba (CN). Una location mozzafiato per una cena ricca… e un po’ furbetta

Struttura moderna e ben congegnata (l’enorme finestrato della sala principale è veramente da urlo) che, fedele al proprio nome, ti fa davvero cenare “Nelle Vigne”. Se poi, nella stagione estiva, riesci ad evitare l’acustica fragorosa dell’interno, accaparrandoti il “Titanic” (il terrazzino a strapiombo sui vitigni dove, davvero, ti sentirai “il re del mondo”), meglio ancora. Deglutita l’emozione per una vista con pochi pari, ti cimenti nella cena. Che segue lo schema di un percorso fisso fatto di 5 antipasti e una scelta di dolce, nel bel mezzo del quale avrai facoltà di inserire un primo o un secondo (menu da 25 euro) oppure entrambi (28 euro). Il fatto che il 90% di quanto uscirà dalla cucina sia predeterminato (intelligentemente e, diciamolo, anche un po’ furbescamente) giova all’organizzazione, esaltata in sala da un team di ragazze e ragazzi svelti e che sanno il fatto loro. La sequenza delle portate è pertanto vertiginosa, anche in termini di ritmo: tra i 5 antipasti, mediamente di ottima fattura, menzioniamo le maiuscole acciughe in salsa di nocciola, che se hanno un difetto è solo quello d’esser servite a temperatura ambiente quando fresche sarebbero ancor più incantevoli. Al termine del carosello degli antipasti ci si potrebbe alzare: ma noi stiamo al gioco ed assaggiamo gnocchi di ricotta al pomodoro e stinco di bue, preparati discreti ma scolastici, come il sorbetto al limone finale, mentre il bonet è già più appropriato. Con una buona bottiglia di Barbera il conto complessivo sta dentro i 70 euro in 2. Per l’effetto scenico, e tutto sommato anche per tutto il resto, vale il prezzo del biglietto.